Il viaggio di Adriano Olivetti arriva a Milano: il Piano Olivetti per la Cultura come attitudine e visione concreta del Paese

Il viaggio: pensiero e forma

Lunedì 26 ottobre all’Archivio di Stato di Milano la seconda tappa del percorso dedicato all’attualità del pensiero olivettiano

Un progetto ideato da Maria Sole Sanasi, Consigliere del Ministro della Cultura per la comunicazione del Piano Olivetti. Quattro città, quattro prospettive per rileggere l’eredità di Adriano Olivetti e raccontare la cultura come responsabilità, progetto e azione concreta.

MILANO, 26 ottobre 2026 – Un viaggio attraverso l’Italia per riscoprire un pensiero che non appartiene soltanto alla storia, ma continua a interrogare il presente e a indicare possibilità per il futuro.

Il viaggio: pensiero e forma è un progetto ideato da Maria Sole Sanasi, che attraversa Torino, Milano, Venezia e Roma per rileggere l’eredità intellettuale di Adriano Olivetti attraverso i luoghi, le persone e le idee che ne restituiscono la straordinaria attualità.

Dopo l’avvio a Torino, il progetto approda a Milano lunedì 26 ottobre, all’Archivio di Stato di via Senato 10, con una giornata dedicata al rapporto tra impresa, cultura e responsabilità sociale.

Un’occasione per approfondire una visione nella quale l’attività economica non è separata dalla crescita civile, la cultura non è un ambito isolato e la progettazione diventa uno strumento per migliorare la qualità della vita e rafforzare il legame tra persone e comunità.

Il viaggio si sviluppa come un itinerario di ricerca e confronto: quattro città, quattro prospettive, un unico filo conduttore. Non una semplice ricostruzione biografica, ma un percorso che mette in dialogo la memoria olivettiana con le sfide contemporanee, interrogando il ruolo delle istituzioni culturali e la capacità delle idee di tradursi in interventi concreti.

È in questa prospettiva che si colloca il Piano Olivetti per la Cultura, fortemente voluto dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli: non soltanto un insieme di interventi, ma un’attitudine che attraversa l’azione del Ministero, riconoscendo nella cultura una leva di coesione, accessibilità, crescita civile e valorizzazione dei territori.

Una visione che trova nel pensiero olivettiano un riferimento e un metodo: connettere patrimonio e contemporaneità, istituzioni e comunità, pensiero e realizzazione concreta.

Milano, il laboratorio del rapporto tra impresa e cultura

La tappa milanese mette a fuoco uno degli aspetti centrali dell’esperienza olivettiana: l’idea che l’impresa non possa esaurire la propria funzione nella produzione e nei risultati economici, ma debba contribuire alla qualità della vita, alla crescita culturale e alla costruzione di una società più consapevole.

Al centro della giornata sarà l’etica della cura, l’epimeleia, intesa come principio capace di orientare il rapporto tra persone, organizzazioni e comunità.

Una prospettiva che invita a ripensare anche il ruolo del progetto e del design: non soltanto strumenti funzionali o espressioni estetiche, ma componenti di una più ampia idea di civiltà, nella quale la qualità degli spazi, degli oggetti e delle relazioni concorre al benessere collettivo.

Il programma della giornata

La giornata si aprirà alle ore 10.00 con i saluti istituzionali di:

  • Stefano Leardi, Direttore dell’Archivio di Stato di Milano;

  • Stefano Benedetto, Direttore dell’Archivio di Stato di Torino;

  • Gaetano Adolfo Maria Di Tondo, Presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti;

  • Stefano Lanna, Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura.

A seguire, il dialogo con Pierluigi Vercesi e Paolo Bricco, moderato da Maria Sole Sanasi, Consigliere del Ministro per la comunicazione del Piano Olivetti, approfondirà il significato e l’attualità del pensiero olivettiano.

Interverranno poi Andrea Cancellato, Ivo Germano e Mario Calderini, con contributi dedicati alle prospettive contemporanee di una visione che ha saputo coniugare innovazione, responsabilità e sviluppo sociale.

Dopo la pausa, alle ore 14.00, l’attenzione si sposterà sui progetti del Piano Olivetti per la Cultura sul territorio, con il coinvolgimento dell’Archivio di Stato di Milano, della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano.

La giornata comprenderà anche la presentazione del volume Visione in transito. Per Adriano Olivetti, di Annalaura di Luggo, ulteriore occasione per riflettere sulla capacità del pensiero olivettiano di attraversare linguaggi e contesti, mantenendo viva la relazione fra visione culturale e trasformazione della realtà.

L’Archivio di Stato diventa così uno spazio in cui la memoria documentaria dialoga con le questioni del presente, mentre il patrimonio storico si apre a nuove interpretazioni e possibilità di intervento.

È anche qui che il viaggio olivettiano incontra la sua dimensione più concreta: nella capacità delle istituzioni culturali di generare connessioni, attivare competenze e mettere in circolo idee.

Quattro città per una visione condivisa

Il percorso si articola in quattro tappe, ciascuna dedicata a una dimensione specifica dell’eredità di Adriano Olivetti.

Torino – Il pensiero comunitario: radici e attualità

Il punto di partenza è rappresentato dalle origini piemontesi di Olivetti, dalla sua formazione e dall’esperienza di Ivrea, oggi Patrimonio Mondiale UNESCO.

La riflessione riguarda la comunità come dimensione politica, sociale e culturale e come possibile chiave per ripensare il rapporto fra individuo, territorio e istituzioni.

Milano – Industria, cultura e progetto sociale

La seconda tappa affronta il rapporto fra impresa, responsabilità sociale e progetto culturale, mettendo al centro l’etica della cura e il ruolo del design nella costruzione della qualità della vita.

Venezia – Olivetti e il Mediterraneo: architettura e cultura visiva

Il dialogo fra industria, architettura e cultura visiva prende avvio dal Negozio Olivetti di Piazza San Marco, progettato da Carlo Scarpa, per approfondire il rapporto fra rigore industriale, raffinatezza artigianale e attenzione alla forma.

La riflessione si estende al Mediterraneo come spazio di incontro, circolazione di idee e culture.

Roma – Il lascito olivettiano per l’Italia del futuro

L’ultima tappa guarda alla dimensione nazionale e politica dell’esperienza olivettiana, con particolare attenzione all’urbanistica, al rapporto fra sviluppo e territorio e alla possibilità di immaginare un modello di Paese nel quale economia, cultura e responsabilità collettiva procedano insieme.

Le quattro conferenze-evento alternano interventi, dialoghi, dibattiti e proiezioni di videodocumentari d’archivio, mettendo in relazione la ricerca storica con le esperienze di chi opera oggi nei campi dell’impresa, della cultura, dell’architettura e delle istituzioni.

Dalla memoria all’azione: il Piano Olivetti per la Cultura

Il percorso troverà un ulteriore momento di approfondimento a Matera, nel mese di dicembre, con la mostra Adriano Olivetti a Matera. Comunità, Utopia e Forma.

Dall’11 al 13 dicembre 2026, a Pistoia, in occasione del Salone delle Riviste, è inoltre prevista la consegna del Premio Olivetti per l’accessibilità culturale.

Questi appuntamenti si inseriscono in una riflessione più ampia sul ruolo delle politiche culturali e sulla possibilità di trasformare il patrimonio in una risorsa viva, accessibile e capace di generare nuove opportunità.

In questa prospettiva, il Piano Olivetti per la Cultura, promosso dal Ministro Alessandro Giuli, si configura come un orientamento che può attraversare le attività del Ministero, mettendo in relazione tutela, valorizzazione, accessibilità e partecipazione.

Rileggere Olivetti significa misurare la distanza tra i valori dichiarati e la capacità di tradurli in azioni. Significa chiedersi come rendere la cultura accessibile, come rafforzare il legame tra istituzioni e territori e come riconoscere alle comunità un ruolo attivo nella produzione e nella condivisione del sapere.

È in questa tensione tra pensiero e forma, tra visione e concretezza, che il viaggio ideato da Maria Sole Sanasi incontra il significato più attuale dell’esperienza olivettiana: fare della cultura non soltanto un patrimonio da conservare, ma un’attitudine da praticare.

Un modo di concepire l’azione pubblica nel quale le idee diventano progetti, le istituzioni costruiscono relazioni e la memoria contribuisce a immaginare il futuro.

Il viaggio non guarda dunque soltanto indietro. Attraverso quattro città e molteplici prospettive, invita a interrogarsi su quale impresa vogliamo costruire, quali comunità vogliamo abitare e quale rapporto intendiamo stabilire fra cultura, territorio e sviluppo.

Domande che, a distanza di decenni, rendono il pensiero di Adriano Olivetti una presenza viva nel dibattito contemporaneo.

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